Olio e vino nel Salento

Olio e Vino nel Salento


 

La viticoltura nel Salento è stata da sempre molto più razionalizzata rispetto alla olivicoltura.
I prodotti tipici vanno per l’uva bianca:
Malvasia
Moscatello
Moscatellone
Verdea, mentre per l’uva nera:
Rusano nero
Malvasia nera
Rosso di Lecce.


La coltivazione era di due tipologie differenti: A FILARA e a SPALLIERA La coltivazione a fliara, ideale per l’uva da vino era strutturata nella presenza di file parallele di viti di bassa altezza che consentivano con facilità la raccolta dei grappoli e la maturazione grazie a i raggi solari più diretti.
Nelle altre regioni le coltivazioni erano diverse con viti più alte che richiedevano l’uso di alte scale e dei panieri con gancio in cui raccogliere i grappoli d’uva non appena colti.
La coltivazione a Spalliera tipica delle case nobiliari era strutturata nel seguente modo: Le viti erano legate tra loro e i rami piantati in basi di pietra a distanza di 3,5 metri gli uni dagli altri. A circa 4 metri di altezza i contadini installavano delle coperture di canne e legno su cui le viti rampicanti andavano a poggiarsi nella crescita dopo la fase annuale della sarchiatura (pulitura dalle erbe nocive). I grappoli , utilizzati spesso da abbellimento, pendevano di conseguenza da tali supporti pronti per essere gustati in tavola.

OLIVICOLTURA
La coltivazione dell’olivo da sempre presente nel territorio era meno razionale di quella delle viti. Gli alberi erano coltivati A FILARE distanti tra loro 15 metri circa.
Molto spesso i contadini in maniera molto irrazionale consentivano il pascolo ad animali di varia natura ai piaedi degli alberi. Ciò comportava un impoverimento delle piante che perdevano i germogli ed i rami più bassi e di conseguenza fornivano raccolti di qualità minore.
Non rara era la presenza di boschi di olivi selvatici in località impervie che producevano olive di qualità scadente in quanto non curate e concimate.
Proprio la concimazione era una delle fasi principali del ciclo produttivo della pianta.


La stessa non si limitava esclusivamente al tronco principale ma copriva l’intera proiezione della chioma dell’albero sul terreno.
In tal modi si era sicuri che tutte le radici fossero coperte dal concime.
Inoltre alcuni contadini più esperti riuscivano a coltivare contestualmente agli olivi anche piante da orto di tipo promiscuo quali fagioli,lupini,fave che consentivano di avere più raccolti durante l’intero anno.ovviamente ciò portava a volte all’impoverimento del terreno ed alla distruzione di entrambi i raccolti.